Saltati i vecchi valori su cui si fondava l'architettura dello spazio, cambiano finalmente anche molti uffici della P.A. con vantaggi per il cittadino.
L' impatto con la tecnologia informatica ha reso necessaria la progettazione di spazi di lavoro adeguati alle nuove esigenze delle persone, una progettazione che mette al centro la mobilità e le trasformazioni continue degli spazi e delle attrezzature per il lavoro nel terziario.
Ma che cos'è l'ufficio e come è mutato nel tempo? Massimo Roj, architetto, amministratore delegato di Progetto CMR (società di pianificazione e progettazione integrata degli ambienti e degli spazi di lavoro nella Pubblica Amministrazione, oltre che in aziende private nazionali e multinazionali), lo definisce "rete di informazione, ovvero teso all'individuazione delle modalità di informazione e comunicazione; centro dati, ovvero luogo di ricerca/lettura/transazione di dati mediante documenti; luogo di procedure, cioè luogo nel quale gli impiegati svolgono comunque una serie di operazioni e compiti; luogo caratterizzato dalle attività decisionali; ambiente nel quale si svolge un'attività sociale con tutte le caratteristiche che le appartengono (cooperazione/conflitto) durante lo svolgimento delle funzioni".
Definizioni che non si escludono a vicenda, l' approccio giusto è considerare tutte le componenti del mondo ufficio in giusta misura e all'interno dunque di una visione più ampia, completa e efficace.
Ma come è possibile applicare questa visione progettuale agli uffici della P.A., cattedrali di un sistema assai restio alle innovazioni sostanziali, figuriamoci a quelle formali?
Anche perche progettare implica un impegno economico, una scelta strategica, un controllo costante dei costi e dei tempi, minimizzando i rischi e gli insuccessi.
"I valori desueti su cui è fondata l'architettura tradizionale dello spazio ufficio", è il parere dell' architetto Roj, "sono oggi completamente saltati. La produttività è fondamentale, ma per essere produttive le persone devono essere messe nelle condizioni ottimali, con luoghi di lavoro pensati con un'attenzione speciale alle esigenze funzionali. La privacy è messa a dura prova dagli ambienti di lavoro aperti, che per questo vanno mitigati con la presenza di aree di piccole dimensioni dedicate al pensiero individuale e alle conversazioni a quattrocchi. Il lavoro di gruppo ha reso obsoleti gli spazi costruiti per comunicare le strutture gerarchiche e che quindi devono essere progettati per facilitare lo scambio di comunicazione, in riunioni formali e informali. Una mobilità straordinaria ha preso il posto del concetto di status (condizione statica per definizione) creando i presupposti per più persone per lo stesso spazio di lavoro e più luoghi per la stessa persona".
Un passo verso questa nuova concezione dell'ufficio delle P.A. è stato fatto proprio dalla società milanese Progetto CMR: nel corso del convegno "Space Management nella P.A.", svoltosi nell' ambito del Ferum PA il6 maggio scorso, sono stati presentati i nuovi uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri da essa realizzati.
L'intervento di Progetto CMR nella definizione e pianificazione degli uffici della Presidenza del Consiglio nel Palazzo ex Poste in Piazza San Silvestro a Roma, ha dato risposte di efficienza dello spazio , che in quanto pensato e riorganizzato per funzioni ha previsto oltre a uffici chiusi per la dirigenza anche spazi che accolgono team work di 2 o più persone che lavorano in modo diverso: non più un lavoro organizzato secondo modelli gerarchici tradizionali ma modelli aperti di scambio e comunicazione tra persone impegnate sui progetti.
A questi principi guida si ispira anche la progettazione e la pianificazione degli uffici della nuova sede della Regione Lombardia in via Taramelli a Milano, caso emblematico di come la progettazione possa cambiare la sostanza e l' immagine dell' ufficio pubblico.
Per lo studio e il riadattamento di questa sede, palazzo ex Montedison progettato da Marco Zanuso, Progetto CMR ha operato in team con gli architetti dell' amministrazione regionale, guidati dall' architetto Laura Burzilleri, tracciando un piano di linee guida per la gestione ottimale degli spazi. Il risultato sono uffici pubblici completamente rinnovati, ambienti fortemente caratterizzati, modernissimi, funzionali, accoglienti e colorati, improntati al comfort e alla qualità, dove vengono introdotti nuovi modelli organizzativi e concettuali, aperti al lavoro di squadra in open space strutturati. Sono queste alcune delle novità che hanno accolto i 1.400 dipendenti della Regione Lombardia da poco trasferiti nella nuova sede di Via Taramelli che, dopo l' incidente accorso al grattacielo Pirelli, è divenuta la sede istituzionale temporanea della Regione, di colpo la più grande di Milano, con otto Direzioni,compresa la Presidenza, cinque piani e una superficie di oltre 35.000 mq.
"Il grosso problema", spiega l' architetto Roj, "per quanto concerne gli uffici della P.A., è dato soprattutto dal fatto che essi quasi sempre sono ospitati in vecchi edifici che mal si prestano a questa funzione. Laddove sarebbe opportuno, per esempio, avere spazi ampi dove lavorare in dieci, quindici, sono disponibili solo stanzette che possono ospitare al massimo una, due persone. Gli uffici della P.A. sono stati, quindi, per troppo tempo solo dei luoghi da riempire. Non il frutto di un progetto, ma di una stratificazione di esigenze".
In effetti l'iter corretto per la realizzazione di un luogo di lavoro sarebbe prima pensare tempi e modalità, poi definire le regole, i criteri dello spazio, di adiacenza, di tipologia lavorativa. E solo dopo passare alla realizzazione, tenendo conto di elementi essenziali, come la parte elettrica e fluido-meccanica, vincoli questi che caratterizzano la flessibilità che l' ufficio può avere.
"Non c'è nessuna differenza", puntualizza l' architetto Roj, "tra un ufficio della Pubblica Amministrazione e quello di un' azienda privata. È un pregiudizio pensare che debbano essere diversi. Il dipendente pubblico ha le stesse esigenze di quello privato ma ha una sua caratteristica che, probabilmente, ha contribuito all' obsoleta visione dell'ufficio pubblico: entra nella P.A. e ci resta per tutta la vita, considerando il suo ufficio come una "tana" sicura e non soggetta a cambiamenti. Dalle nostre indagini, però, per fortuna, è emerso che i giovani dipendenti della P.A., richiedono spazi lavorativi diversi e sono sensibili ai vantaggi di ambienti più funzionali".